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  • OPEN DAYS: APERTE LE ISCRIZIONI

    Dall’11 luglio 2007 sono aperte le iscrizioni agli ’’OPEN DAYS 2007 – Settimana europea delle Regioni e delle Città’’, con una scelta di 150 seminari e 15.000 posti disponibili. A Bruxelles dall’8 all’11 ottobre prossimi.

    Open Days: aperte le iscrizioni
    Dall’11 luglio 2007 sono aperte le iscrizioni agli “OPEN DAYS 2007 – Settimana europea delle Regioni e delle Città”, con una scelta di 150 seminari e 15.000 posti disponibili. Arrivato alla quinta edizione annuale, il principale appuntamento sul calendario della politica regionale, si terrà a Bruxelles dall’8 all’11 ottobre 2007.
    Il tema di questa edizione sarà: “Passare alla fase di realizzazione: regioni e città, fonti di crescita e occupazione”. Organizzati dal Comitato delle Regioni e dalla Direzione generale Politica regionale della Commissione europea, in collaborazione con un numero record di 212 regioni e città di 33 paesi, gli OPEN DAYS 2007 riuniranno autorità politiche e altri responsabili decisionali a livello nazionale, regionale e locale, nonché esperti di politica regionale e rappresentanti del mondo imprenditoriale, del settore bancario e di organizzazioni della società civile. All’evento sono attesi sino a 5.000 partecipanti.

  • Vertice europeo di Bruxelles

    Si è aperto il Vertice europeo di Bruxelles che deciderà il futuro dell’Unione europea. Il nostro speciale sulla Costituzione europea.

    Cronistoria del Trattato costituzionale europeo

    Il 29 ottobre 2004 i capi di Stato e di Governo degli allora 25 Stati Membri dell’Unione europea hanno sottoscritto il Trattato e l’Atto finale che adotta  una Costituzione per l’Europa. Ricostruiamo, di seguito, le principali tappe che hanno caratterizzato questo percorso: – Dicembre 2001: durante il Consiglio di  Laenken, viene approvata la “dichiarazione di Laenken” che ha istituito la Convenzione incaricata di preparare una bozza di Costituzione europea. La Convenzione ha riunito i rappresentanti di tutti gli stati membri e dei paesi candidati all’adesione e i 16 rappresentanti del parlamento europeo. –  Il 28 febbraio 2002: nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles si è  tenuta la riunione costitutiva della Conve3nzione; – 20 – 21 giugno 2003: al consiglio europeo di Salonicco Valere Giscard D’Estaing ha presentato formalmente ai capi di stato e di governo il testo delle prime due parti del progetto del Trattato costituzionale elaborato dalla convenzione- Il 18 luglio 2003: viene consegnato  all’Italia (presidente di turno dell’Ue), il  testo definitivo  che dovrà essere discusso dalla CIG (Conferenza intergovernativa)-  Il 4 ottobre 2003: i capi di Stato e di Governo hanno adottato la Dichiarazione di Roma durante la Conferenza intergovernativa.- Il 12 e 13 dicembre 2003: i capi di Stato e di governo riuniti a Bruxelles, non hanno raggiunto  un accordo sul Trattato Costituzionale – 25 e 26 marzo 2004: durante il vertice europeo i leader dei Pesi dell’Ue, riuniti a Bruxelles si sono  impegnati formalmente a ricercare un accordo al fine di dare all’Unione una Costituzione entro giugno dell’anno in corso. – 17 – 18 giugno : durante il vertice europeo, dopo un  primo accordo fra i ministri degli esteri dei 25 stati membri, anche capi di Stato e di governo hanno raggiunto un compromesso sui punti controversi del Trattato costituzionale. – 29 ottobre 2004: i leader dei Paesi dell’unione europea hanno  sottoscritto il Trattato e l’atto finale che adottano una costituzione per l’Europa.L’entrata in vigore della Costituzione europea è previsto per giugno 2009 in occasione delle elezioni europee. Ciò sarà possibile soltanto se sarà ratificata da tutti gli Stati membri. Per ora i Paesi  che l’ hanno formalmente adottata, o con ratifica parlamentare o con referendum consultivo, sono: Lituania, Ungheria, Slovenia,  Italia, Spagna, Austria, Grecia, Malta, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Belgio, Estonia, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Germania e Finlandia.   Gli altri Stati non hanno ancora avviato l’iter di ratifica ad eccezione di Francia e Paesi Bassi che, rispettivamente il 9 maggio 2005 e il primo giugno 2005, hanno indetto un referendum che ha respinto la proposta di ratifica della Costituzione europea. Dalla bocciatura del trattato Costituzionale da parte della Francia e dei Paesi Bassi, è scaturito un periodo informalmente denominato di “pausa di riflessione”. A dicembre   del 2005 il Consiglio europeo ha preso   atto di una critica della presidenza britannica che nel suo rapporto constatava che “la pausa” non era accompagnata da nessuna “riflessione” e che  nessun Governo  aveva promosso consultazioni dei cittadini sull’avvenire dell’Unione. E’ stato il Parlamento europeo, nel gennaio 2006, ad auspicare che la Costituzione europea potesse entrare in vigore nel giugno 2009. In quella risoluzione il Parlamento ha lasciato aperte tutte le possibilità di revisione e cambiamenti del testo costituzionale. Da quel momento molti Stati hanno perseguito l’obiettivo, lanciato dal Parlamento europeo, di avere una costituzione europea per il 2009. E’ il caso della Spagna, del Lussemburgo, dell’Austria, del Portogallo, del Belgio e di alcuni leader politici come Romano Prodi che ha  recentemente sostenuto che sulla Costituzione europea “non si accetterà un compromesso al ribasso”.  Anche in Francia è sorto un ampio movimento a favore della Costituzione. Di contro, esistono posizioni per le quali la Costituzione europea sarebbe “ morta”  ed occorrerebbe “ripartire da zero privilegiando la via di accordi intergovernativi o cooperazioni rafforzate sulle singole politiche”. C’è, poi, la tesi di un’Europa a più o a due velocità con un centro nevralgico più integrato che si sviluppi attorno ai Paesi che aderiscono all’euro o a quelli più grandi o a quelli pionieri dell’Europa.  Schede di sintesi del trattato costituzionale europeo sul  portale Europa  Il ruolo degli enti locali nella Costituzione europea.Alcuni punti del Trattato costituzionale europeo sono tesi a specificare il ruolo dei Poteri locali e regionali. A partire dall’articolo 1-3 che riguarda gli “obiettivi dell’Unione” in cui si legge che la Costituzione europea “ promuove la coesione economica, sociale e territoriale”. Se si considera che le istituzioni locali e regionali sono denominate nel Documento  “attori territoriali”, è chiaro constatare che questa nuova accezione prevede che l’Unione europea si interessi costantemente dell’impatto regionale delle sue politiche. In secondo luogo, l’articolo 1-11 enuncia che “l’esercizio delle competenze dell’Unione si fonda sui principi di sussidiarietà e proporzionalità. Sebbene il principio di sussidiarietà imponga all’Unione europea di non agire se gli obiettivi in questione possono essere conseguiti dagli Stati membri “sia a livello centrale che a livello regionale e locale”, l’articolo I-46 (riguardante il principio di democrazia rappresentativa) prevede che “le decisioni siano prese  nella maniera il più possibile aperta e vicina al cittadino”. Un concetto ribadito nell’articolo successivo dedicato alla “democrazia partecipativa” in cui al comma 1 si enuncia: “ le istituzioni europee danno ai cittadini, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e scambiare le proprie opinioni in tutti i settori dell’Unione”.  Un’altra importante novità sancita dalla Costituzione europea è il ruolo delle Comitato delle regioni ( formalmente decretato come  un’istituzione dell’Ue) al quale viene data la facoltà di ricorrere alla Corte di giustizia in caso di violazione del principio di sussidiarietà o nel caso in cui i  propri diritti legali non sianostati rispettati (Articolo 8 del protocollo  sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità).La posizione del Parlamento europeo Sostegno al contenuto del Trattato Costituzionale europeo e conservazione di tutti i suoi principi basilari. E’ questa, in sostanza,  la posizione del Parlamento europeo resa nota  7 giugno scorso con l’adozione  (con 469 voti favorevoli, 141 contrari e 32 astensioni) della relazione dei deputati  Enrique BARÓN CRESPO (PSE, Spagna) e Elmar BROK (PPE/DE, Germania). Il documento invita a ultimare il processo di ratifica del nuovo trattato entro la fine del 2008, affinché il prossimo Parlamento, che sarà eletto nel 2009, “inizi il proprio mandato conformemente alle disposizioni del nuovo trattato”.  Per il parlamento europeo il trattato Costituzionale costituisce un elemento fondamentale per rafforzare “la dimensione politica dell’ Europa” e per ampliare “l’efficacia del suo operato”.  Alla base della decisione degli eurodeputati, alcuni principi fondamentali e imprescindibili contenuti nel Trattato: il primato del diritto europeo; la nuova tipologia di atti e procedure;  la gerarchia delle norme e la personalità giuridica dell’Unione;  il consolidamento dei trattati esistenti; il chiaro riconoscimento dei valori fondanti dell’Unione europea e  della forza giuridicamente vincolante della Carta dei diritti fondamentali e l’incremento della partecipazione dei cittadini alla vita politica dell’Unione Europea. Il Parlamento europeo ha anche tenuto a sottolineare che il Trattato contempla il rispetto del principio di sussidiarietà e il ruolo specifico dei parlamenti nazionali al riguardo “senza compromettere l’equilibrio istituzionale dell’Unione europea sancito dal protocollo sulla sussidiarietà”. E contempla, altresì,  la valorizzazione del ruolo delle autorità regionali e locali. In nessun modo si dovrà, a parere del Parlamento europeo, chiudere dei negoziati che dovessero comportare una minore protezione dei diritti dei cittadini  e  una riduzione della democrazia, della trasparenza e dell’efficienza del funzionamento dell’Unione. Costituzione europea: anche l’Aiccre per il referendumDocumento Aiccre sull’adesione all’iniziativa del MFE per la raccolta delle firme di sostegno al referendum sulla Costituzione europea in occasione delle elezioni europee del 2009, presentato al Consiglio nazionale dell’Aiccre, Roma 5 aprile 2007Il Consiglio nazionale dell’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europariconosce- il ruolo decisivo del processo di unificazione europea nell’assicurare la pace e la riconciliazione tra popoli sul nostro continente;- il valore del processo di allargamento dell’Unione Europea quale motore di diffusione della democrazia e del suo consolidamento nei paesi membri  e in quelli di prossima adesione;- il successo delle politiche comuni ai fini della coesione e dello sviluppo equilibrato, che hanno permesso a Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna di uscire dall’arretratezza e favoriscono oggi il rapido sviluppo dei paesi di nuova adesione dell’Europa centro-orientale e balcanica;- l’importanza della moneta unica per l’unità del mercato interno di dimensione continentale e la protezione offerta all’economia europea dall’instabilità valutaria internazionale;denuncia- il deficit democratico delle istituzioni europee ancora limitate nella loro capacità democratica di decisione e di azione dall’esercizio del diritto di veto in seno al Consiglio europeo;- la ridotta dimensione del budget dell’Unione Europea che impedisce il corretto funzionamento dell’Unione economica e monetaria e l’attivazione di politiche efficaci per lo sviluppo produttivo e tecnologico, per creare un’economia competitiva, ad alta occupazione e rispettosa dell’ambiente;- l’incapacità dell’Europa di essere presente nell’arena internazionale per promuovere i valori della pace e della democrazia e porre fine ai conflitti e alle guerre;auspica:- la costruzione di un’Unione Europea fondata sui principi di attribuzione, proporzionalità e sussidiarietà, ampiamente decentrata per favorire istituzioni democratiche vicine ai cittadini;- la promozione del modello sociale europeo e del suo valore universale contro le tendenze disgregatrici dello stato sociale accese da una globalizzazione anarchica dell’economia;- un governo dell’UE espressione di elezioni europee basate su chiare linee programmatiche e di bilancio, l’estensione delle decisioni a maggioranza per tutte le competenze dell’Unione e l’intensificazione dei rapporti di cooperazione tra assemblee elette di ogni livello;- una competenza dell’UE in materia di politica estera, democraticamente legittimata, per contribuire alla rigorosa osservanza e allo sviluppo della pace e del diritto internazionale, alla costruzione delle strutture di governo mondiale per la solidarietà e il rispetto reciproco tra popoli e lo sviluppo sostenibile della terra;si rammarica chela Costituzione per l’Europa non sia ancora entrata in vigore a oltre due anni dalla sua sottoscrizione da parte degli Stati membri dell’Unione, avvenuta a Roma il 29 ottobre 2004, nonostante sia già stata approvata da una maggioranza di 18 paesi che rappresentano la maggioranza della sua popolazione;chiedeai governi nazionali e alle Istituzioni europee la convocazione di una nuova convenzione con il compito di rivedere la Parte III e di indire sul testo risultante un referendum consultivo europeo sulla Costituzione per l’Europa, da tenersi in occasione delle prossime elezioni del Parlamento europeo del 2009, in modo da farlo entrare in vigore sulla base di un voto che esprima la maggioranza degli Stati membri e della popolazione dell’Unione. Sarà questa l’occasione per dare ai cittadini la possibilità chi chiedere e decidere cosa vogliono in Europa.impegnagli Organi nazionali, le Federazioni regionali e i Soci aderenti all’AICCRE a sostenere la Campagna per il referendum consultivo europeo, lanciata a Berlino il 17 marzo 2007 dall’Unione Europea dei Federalisti, in tutte le sedi possibili e presso il CCRE, come da Risoluzione politica adottata il 10 febbraio 2006 dalla XIII Assemblea congressuale nazionale.Il dibattito degli ultimi mesi Nel corso degli ultimi mesi si sono alternate le  più disparate posizioni sul   concetto di Europa e di Costituzione europea.  In previsione del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha ribadito la necessità di trovare un punto di incontro  sulla Costituzione europea. “Senza un accordo sulle riforme istituzionali  – ha dichiarato – metteremo a repentaglio il progresso non solo dell’Europa ma anche di un’Europa aperta al mondo” Per Barroso il funzionamento stesso dell’Ue sarebbe “ rallentato in tutti i campi e  il meccanismo di solidarietà sarà naturalmente indebolito”. Nel corso dell’ Assemblea all’ Europarlamento che si è tenuta a  Strasburgo nel maggio scorso, Romano Prodi, presidente del Consiglio Italiano, ha parlato di una possibile  “Europa a doppia velocità”  con l’ Italia pronta ad assumerne la Leadership. Il premier ha, però, specificato che il suo Paese  non accetterà sulla Costituzione europea “un compromesso al ribasso”. Angela Merkel, inaugurando il Semestre di presidenza tedesco dell’Ue presso  l’Europarlamento di Strasburgo,   ha  ribadito che “un eventuale fallimento” della Costituzione europea  “sarebbe un errore storico”. La Cancelliera tedesca, in quella occasione,  ha lanciato un appello ai Paesi Membri affinché , nel difficile negoziato sulla Costituzionale,  si riesca ad individuare una buona politica del compromesso. Compromesso che per Josè Luis Rodriguez Zapatero sarebbe riconducibile all’idea di “un Trattato Semplificato, con la maggioranza qualificata ed una buona riforma del Consiglio dei Ministri”.  Anche il neo eletto Nicolaz Sarkozy punta su un “mini-trattato che salvi le principali riforme istituzionali” da approvare entro il 2009.  Per sintetizzare la posizione della gran Bretagna ci affidiamo alle parole del Ministro per l’Europa  Geoff Hoon che ha recentemente dichiarato che in seguito alla boccatura del trattato costituzionale europeo da parte della  Francia e dell’ Olanda “bisogna trovare un’altra via politica: emendare i trattati esistenti in modo da permettere ai governi di tornare a Bruxelles e presentare i risultati ai propri parlamenti”. Sulla stessa falsa riga anche il Governo olandese che propone l’approvazione di un trattato classico  che non necessiti della consultazione referendaria e che non abbia le caratteristiche di una Costituzione Gioca, altresì, al ribasso l’ ex Presidente del Parlamento Europeo Simone Veil che ha sostenuto che “ in mancanza di un accordo, si potrebbe puntare su un Trattato non costituzionale”. Polonia e Repubblica Ceca si sono mostrate particolarmente critiche:  la prima ha lamentato, tra l’altro,  la mancanza delle radici cristiane nel Trattato costituzionale. Anche se la Commissaria polacca per le Politiche Regionali Danuta Hubner  si è dichiarata “ottimista” perché “nell’Ue quando c’è la volontà politica, una soluzione si è sempre trovata”. La Repubblica Ceca pur senza una posizione univoca, ha ammorbidito il proprio punto di vista  dopo la Dichiarazione di Berlino dello scorso 25 marzo: il vice Premier Alexander Vondraha detto, infatti,  che la  Repubblica Ceca riconosce che “il testo costituzionale qual è stato firmato, costituisce la base per i negoziati” e che il suo Paese è “pronto a partecipare alla ricerca di un consenso affinché sia tutto pronto nel 2009”. Dall’Italia è interessante citare un altro parere autorevole: quello dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi che ha ribadito che sulla Costituzione europea “dobbiamo procedere possibilmente tutti insieme ma dobbiamo essere pronti anche alla cosiddetta doppia velocità.  E chiudere tutto entro le elezioni europee del 2009”. La Confederazione Europea dei Sindacati ha manifestato a gran voce il suo sostegno al  Trattato costituzionale e ha annuncia che “ogni proposta deve costituire un progresso per l’Europa sociale”; mentre per alcune aree cattoliche in Europa la Costituzione  dovrebbe contemplare le radici cristiane. Un altro punto controverso è stato sollevato dai movimenti pacifisti per i quali il primo articolo del Trattato Costituzionale dovrebbe contenere il ripudio della guerra.

  • NEWS DALL’EUROPA : ALTO GRADIMENTO

    Alla vigilia del Vertice di Bruxelles, un sondaggio di Eurobarometro rivela che nella percezione dei suoi cittadini l’Unione gode di buona salute. Anzi: i cittadini europei vogliono più Europa ed il 66% è a favore della Costituzione.

    Anche se gli scenari sulla Costituzione europea non sono entusiasmanti, l’Ue nella percezione dei suoi cittadini gode di buona salute. Cosi’ si potrebbe riassumere l’esito del sondaggio Eurobarometro di primavera. Il 57% dei cittadini europei ritiene che l’ingresso del loro paese nell’Ue sia stata una buona cosa. E’ il gradimento piu’ alto dal 1994. L’inchiesta condotta fra il 10 aprile e il 15 maggio sui ventisette dell’Ue, piu’ i paesi candidati Croazia e Turchia e la comunita’ turco cipriota indica che l’81% dei cittadini europei vorrebbe vedere l’Ue muoversi congiuntamente nella lotta al terrorismo, il 69% lo chiedono per le decisioni riguardanti l’ambiente e 62% per la difesa e la politica estera. Quasi 9 cittadini su 10 (88%) inoltre si aspettano che l’Ue affronti con urgenza la questione del riscaldamento climatico. Anche la Costituzione gode di un buon sostegno nell’opinione pubblica europea che ne sostiene l’idea al 66%, tre punti in piu’ rispetto all’autunno 2006. L’allargamento dell’Ue, altro tema controverso, non sembra impensierire piu’ di tanto i cittadini europei. La percentuale di europei favorevole ad ampliare ulteriormente l’Ue e’ salita dal 46% registrata prima dell’ultimo allargamento al 49%, con indicazioni anche sorprendenti per alcuni paesi. In Olanda per esempio, paese notoriamente restio ad ulteriori ingressi nell’Ue, la percentuale e’ salita di 5 punti arrivando al 50%. Il 69% degli europei si dice ottimista sul futuro dell’Unione europea, che a maggioranza si immaginano con un proprio esercito e un presidente direttamente eletto. Fra le principali preoccupazioni dei cittadini Ue la disoccupazione, anche se il dato e’ in calo di 6 punti rispetto all’autunno 2006. (ANSA).

    I dati di Eurobarometro, riportati dall’ANSA, confermano quanto l’AICCRE va dicendo da sempre, ma soprattutto da quando i cittadini francesi ed olandesi respinsero la Costituzione europea: il loro “no” non era verso l’integrazione europea, ma contro “questa” Europa, decisa a tavolino dai governanti dei Paesi membri, impantanata in meccanismi decisionali labirintici e lontana dai problemi quotidiani dei suoi cittadini.  Ci auguriamo che i Capi di Stato che si riuniranno a Bruxelles tra qualche giorno tengano presente la volontà popolare e procedano decisamente verso una maggiore integrazione  politica del Continente.

  • UN FRANCOBOLLO PER ALTIERO

    In occasione del centenario dalla nascita di Altiero Spinelli, le Poste Italiane hanno deciso di celebrare l’anniversario dell’europeista con l’emissione di un francobollo da 0,60 euro.

    Il volto di Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Europa e dell’europeismo, sarà ritratto in primo piano e sullo sfondo ci sarà un particolare della Sala dell’Assemblea del Parlamento europeo. L’uscita del bollo è prevista per il 21 giugno.
    L’annullo filatelico del francobollo commemorativo avverà giovedì 21 giugno 2007 presso il Parlamento Europeo – Sala delle Bandiere – Roma, via IV Novembre, 149 – ore 10.00-13.00
    Il francobollo è stampato dall’Officina Carte Valori  dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta fluorescente, non filigranata; formato carta: mm 40 x 30; formato stampa: mm 36 x 26; dentellatura: 13 x 13¼; colori: cinque più inchiostro interferenziale trasparente-oro; tiratura: tre milioni e cinquecentomila esemplari; foglio: cinquanta  esemplari, valore “€ 30,00”.
    Sito dedicato ad Altiero Spinelli
    Sito del comitato per le celebrazioni

     

    Fonte: www.aiccre.it

  • Giornata europea al “Mattioni” di San Giovanni al Natisone

    Mercoledì 9 maggio ha avuto luogo nell’aula magna dell’IPSIA “A.Mattioni” di San Giovanni al Natisone un convegno di approfondimento sul tema  – cultura della prevenzione e recepimento delle direttive comunitarie –

    L’iniziativa è stata promossa dall’ AICCRE, Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni, Province e Regioni d’Europa, che ha riconosciuto all’Istituto scolastico un particolare impegno nel settore dei progetti nell’ambito della cooperazione e dei programmi europei.

    Dopo i saluti delle autorità, hanno esposto le loro relazioni il prof. Bruno Megna, docente di economia delle aziende presso l’Università di Trieste, – competitività europea e obiettivi della strategia di Lisbona-  il Dott. Andrea Giavon, direttore del CATAS,  – Europa e normazione – e gli studenti della classe V TIMA, coordinati dalla prof.ssa Anna Baldo, che hanno illustrato i risultati del loro lavoro di ricerca sugli standard di prevenzione previsti dalla normativa europea – direttiva quadro 83/189.

  • AMBIENTE SANO: AL VIA LIFE+

     

    Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo strumento finanziario che, con più di 2,1 miliardi di euro per sette anni, dovrà favorire l’attuazione del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente.
    LIFE+ raggrupperà tutti i programmi ambientali trattati fino ad oggi da strumenti diversi e sottoposti a procedure e modalità di finanziamento propri: il vecchio Programma Life, Forest Focus, il programma per lo sviluppo urbano sostenibile e il programma di sostegno alle ONG ambientali. Questo nuovo quadro complessivo mira a garantire una gestione più efficace, più flessibile e meno burocratica. Il Programma tratta le priorità ambientali che non sono contemplate da altri strumenti comunitari, come i fondi regionali e agricoli, il programma per la competitività e l’innovazione e il programma di ricerca e sviluppo tecnologico.
    Più in particolare, l’obiettivo generale del Programma è di contribuire all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente, compresa l’integrazione dell’ambiente in altre politiche, contribuendo in tal modo allo sviluppo sostenibile. LIFE+ dovrà quindi favorire l’attuazione del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente (6° PAA), comprese le strategie tematiche, e finanziare misure e progetti con valore aggiunto europeo negli Stati membri. LIFE+, come fortemente voluto dai deputati, consta di tre componenti, per ognuna delle quali è stabilito un programma strategico pluriennale che indica i settori prioritari di azione per il finanziamento comunitario: “Natura e biodiversità” (che non figurava nella proposta originaria), “Politica e governanza ambientali”, “Informazione e comunicazione”.
    Tipi di progetti finanziabili da LIFE+
    I progetti che potranno essere finanziati da LIFE+ dovranno essere di interesse comunitario, apportando un contributo significativo al conseguimento dell’obiettivo generale di LIFE+, essere coerenti e fattibili sotto il profilo tecnico e finanziario e presentare un rapporto costi-benefici soddisfacente. Ove possibile, dovranno promuovere sinergie tra diverse priorità nell’ambito del 6° PAA. Inoltre, al fine di assicurare un valore aggiunto europeo, i progetti dovranno riguardare le migliori pratiche o essere progetti di dimostrazione destinati a dare attuazione alla direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici o a quella sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.
    Oppure dovranno essere progetti innovativi o di dimostrazione attinenti a obiettivi comunitari in materia di ambiente, compresi lo sviluppo o la diffusione di tecniche, know how o tecnologie finalizzati alle migliori pratiche. O ancora dovrà trattarsi di campagne di sensibilizzazione e formazione specifica per gli agenti implicati nella prevenzione degli incendi boschivi. Potranno essere, infine, progetti finalizzati alla definizione e alla realizzazione di obiettivi comunitari connessi con il monitoraggio a lungo termine e su larga base, armonizzato e completo, delle foreste e delle interazioni ambientali.
    Più in particolare, tra le misure che potranno essere finanziate da LIFE+, figurano le seguenti:
    attività operative di ONG ambientali a livello europeo e che partecipano allo sviluppo e all’attuazione della politica e della legislazione comunitarie;
    sviluppo e manutenzione di reti, di banche dati e di sistemi informatici direttamente collegati all’attuazione della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente, in particolare se migliorano l’accesso del pubblico all’informazione;
    studi, indagini, elaborazione di modelli e di scenari;
    monitoraggio, incluso quello delle foreste;
    assistenza allo sviluppo di capacità;
    formazione, workshop e riunioni, compresa la formazione degli agenti implicati in iniziative di prevenzione degli incendi boschivi;
    collegamenti in rete e piattaforme per le migliori pratiche;
    azioni di informazione e comunicazione, comprese campagne di sensibilizzazione e, in particolare, campagne di sensibilizzazione del pubblico sugli incendi boschivi;
    dimostrazione di approcci strategici, tecnologie, metodi e strumenti innovativi.
    Specificatamente per la componente “Natura e biodiversità” potranno ottenere un finanziamento le misure di:
    gestione del sito e delle specie e pianificazione del sito, incluso il miglioramento della coerenza ecologica della rete “Natura 2000”,
    monitoraggio dello stato di conservazione, compresa la definizione di procedure e la creazione di strutture per detto monitoraggio,
    sviluppo e attuazione di piani d’azione per la conservazione delle specie e degli habitat,
    estensione della rete “Natura 2000” alle aree marine.
    Tipi di finanziamento comunitario: sovvenzioni o appalti
    Il finanziamento comunitario potrà assumere la forma di convenzioni di sovvenzione o di contratti di appalto pubblico. Potranno ricevere finanziamenti tramite LIFE+ organismi, soggetti e istituzioni pubblici e/o privati.
    Per le sovvenzioni per azioni, la percentuale massima di cofinanziamento sarà del 50% delle spese ammissibili. Tuttavia, eccezionalmente, la percentuale massima di cofinanziamento per LIFE + Natura e biodiversità potrà salire fino al 75% delle spese ammissibili per i progetti riguardanti habitat o specie prioritari ai fini dell’applicazione della direttiva sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche o specie di uccelli considerate prioritarie.
    Nel caso di contratti di appalto pubblico, i fondi comunitari potranno coprire i costi per l’acquisto di beni e servizi. Tali costi potranno comprendere le spese di informazione e comunicazione, preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione.
    Dotazione finanziaria globale e ripartizione nazionale indicativa
    La dotazione finanziaria per l’esecuzione di LIFE+ per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2013 è pari a 2.143.409.000 euro, di cui almeno il 78% dovrà essere usato per sovvenzioni di azioni per progetti. Il 2% dovrà permettere alla Commissione di coprire i costi amministrativi legati al ruolo centrale che, su richiesta dei deputati, le è attribuito nella selezione dei progetti. Inoltre, come richiesto dal Parlamento, almeno il 50% delle risorse di bilancio per LIFE+ destinate alle sovvenzioni di azioni per progetti dovrà essere assegnato a misure a sostegno della conservazione della natura e della biodiversità.
    Alla Commissione spetterà il compito di assicurare un’equilibrata distribuzione dei progetti per mezzo di una ripartizione nazionale annuale indicativa per i periodi 2007-2010 e 2011-2013, tenendo conto di diversi criteri, come la popolazione complessiva (applicando un fattore di ponderazione del 50%) e la densità demografica di ciascuno Stato membro (fino ad un limite pari al doppio della densità demografica media dell’Unione europea e applicando un fattore di ponderazione del 5%). Inoltre dovrà tenere conto della superficie totale dei siti di importanza comunitaria per ciascuno Stato membro, espressa in percentuale della superficie totale dei siti di importanza comunitaria (applicando un fattore di ponderazione del 25%) e della percentuale del territorio di uno Stato membro coperta da siti di importanza comunitaria in relazione alla percentuale del territorio comunitario coperta da siti di importanza comunitaria (fattore di ponderazione del 20%).
    Nel compilare l’elenco dei progetti presi in considerazione per il riconoscimento di un sostegno finanziario, la Commissione dovrà prestare particolare riguardo ai progetti transnazionali ove la cooperazione transnazionale si riveli essenziale per garantire la tutela dell’ambiente, in particolar modo la conservazione delle specie. Come richiesto dal Parlamento, dovrà inoltre assicurare che almeno il 15% delle risorse di bilancio per sovvenzioni di azioni per progetti sia assegnato a progetti di questo genere. Gli elenchi dei progetti finanziati tramite LIFE+, dovranno essere pubblicati – anche su Internet – con una breve descrizione degli obiettivi e dei risultati conseguiti e un prospetto sintetico dei fondi erogati.
    Valutazione intermedia e finale
    La Commissione provvederà affinché sia attuato un monitoraggio periodico dei programmi pluriennali per valutarne l’impatto. Entro il 30 settembre 2010 dovrà trasmettere al Parlamento europeo una revisione intermedia di LIFE+ che valuti l’attuazione del regolamento nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009, proponendo se del caso delle modifiche alle decisioni di attuazione.
    Entro il 31 dicembre 2012, la Commissione dovrà predisporre una valutazione finale dell’attuazione del regolamento, intesa a determinare il contributo prestato dalle azioni e dai progetti finanziati in base ad esso, sia in termini specifici sia in termini generali, all’attuazione, all’aggiornamento ed allo sviluppo della politica e della normativa comunitarie in materia di ambiente, nonché l’uso che si è fatto degli stanziamenti. Se del caso, tale valutazione potrà essere corredata di una proposta relativa all’ulteriore sviluppo di uno strumento finanziario destinato esclusivamente al settore ambientale, da applicare a decorrere dal 2014.

     

    Fonte: Sito AICCRE nazionale

  • CELEBRATA ALLO STELLINI DI UDINE LA GIORNATA EUROPEA

    Le celebrazioni, organizzate dall’A.I.C.C.R.E. F.V.G. – in collaborazione con il Liceo classico Stellini e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli V.G. e della Fondazione C.R.U.P. – si sono svolte stamattina presso l’ Aula magna del Liceo classico Jacopo Stellini in Piazza 1° maggio a Udine.

    Circa 150 tra studenti e insegnanti di II e III liceo hanno seguito i  lavori che sono stati aperti dal Coro orchestra Liceo classico “J. STELLINI”con l’Inno alla Gioia e sono poi proseguiti con le Premiazioni dei vincitori dei corsi-concorsi II e III Liceo.

    Molto apprezzate le relazioni del prof. Tiziano SGUAZZERO sui Trattati europei dopo cinquant’anni e le conclusioni di Lodovico Nevio PUNTIN, Segretario regionale A.I.C.C.R.E. F.V.G. sulla strategia di Lisbona per affrontare le sfide dell’U.E.

     

        

  • CONVEGNO Celebrazione della Giornata d’Europa 9 maggio

    AULA MAGNA DEL LICEO CLASSICO JACOPO STELLINI UDINE – PIAZZA 1° MAGGIO MERCOLEDÌ 9 MAGGIO 2007 – ORE 11,00

     

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  • CONVEGNO A 50 ANNI DAI TRATTATI DI ROMA E NEL RICORDO DEL FEDERALISTA EUROPEO ALTIERO SPINELLI

    Circa 100 cittadini europei, della Comunità italiana in Slovenia, sloveni e italiani hanno partecipato il 21 aprile 2007 alla Conferenza europea ed alle iniziative culturali organizzate dall’A.I.C.C.R.E. F.V.G. e dai Comuni di Terzo di Aquileia, Aquileia, Isola e Pirano.

    Durante l’incontro i presenti hanno sottoscritto l’appello  promosso dal MFE per lo svolgimento del referendum consultivo, da tenersi lo stesso giorno delle elezioni europee del 2009, in ordine al trattato di Costituzione europea. Particolarmente interessante, durante la giornata, la visita alla basilica di Aquileia, al porto fluviale romano, al museo paleocristiano ove si trovava l’antico monastero delle Benedettine di Aquileia che per secoli ha avuto la giurisdizione sulla comunità di Isola d’Istria.

    La giornata è stata inoltre caratterizzata da una indedita relazione di Don Pino (Don Giuseppe Franceschini) parroco di Terzo di Aquileia, svolta presso la sala consiliare del Comune di Terzo ed introdotta dal sindaco Fulvio Tomasin, avente per oggetto la pubblicazione  prossima di un volume  dedicato proprio al ruolo delle Monache benedettine del monastero di Aquileia. Subito dopo i partecipanti alla giornata europea e culturale hanno visitato la chiesa di San Martino che a sua volta rientrava nella giurisdizione delle Benedettine del monastero di Aquileia.

    Durante i lavori  erano presenti  il sindaco di Aquileia  Alviano Scarel,  con l’assessore Gallet ed il consigliere Mian, il vice sindaco di Isola Silvano Sau con il delegato del sindaco sig. Franca, il vice di Pirano Alberto Manzin, il sindaco di Terzo Tomasin, il sindaco di S. Maria La Longa Del Mestre con il Sig. Fantin della CIA, il Consigliere di Monfalcone Del Bello ed altri amministratori della zona.