Autore: amministratore aiccre

  • SE L’INNOVAZIONE VA VERSO SUD

    Si terrà a Napoli la VII edizione della conferenza europea EISCO 2008 che riunisce amministratori locali e regionali di 30 Paesi e che vede l’AICCRE tra i soggetti promotori. EISCO 2008 intende fare il punto sull’Agenda digitale locale.

    Dal 9 al 11 di Ottobre del 2008 si terrà a Napoli, nel noto Castel dell’Ovo, la settima edizione della conferenza europea EISCO 2008 che riunisce a Sindaci, rappresentanti degli enti locali e delle Regioni di circa 30 paesi. E’ stato così deciso in una riunione preparatoria tenutasi all’AICCRE Martedì 17 da rappresentanti del Comune di Napoli e dalla Regione Campania con le componenti italiane più attive della rete ELANET (CCRE): ANCITEL e AICCRE.
    EISCO 2008 intende fare il punto sull’Agenda Digitale Locale, l’iniziativa strategica di grande respiro proposta nel 2005 da ELANET ed il CCRE al II Summit Mondiale di Città e Governi locali sulla Società dell’Informazione e che oggi fa parte delle politiche promosse in ambito eGovernment dalle Nazione Unite per superare il Digital Divide.
    Luca Esposito, in rappresentante del Sindaco di Napoli, ha confermato l’interesse della città di realizzare l’evento e presentato il luogo scelto per la manifestazione mentre Roberto Di Giovan Paolo, segretario generale dell’AICCRE, ha sottolineato l’importanza di introdurre nella conferenza anche una riflessione sul cambio culturale che sta avvenendo in Italia e nel mondo con lo sviluppo della Società dell’Informazione grazie alla pervasività degli strumenti e reti tecnologiche.
    Javier Ossandon, Presidente onorario di ELANET, ha illustrato il percorso realizzato dalla conferenza EISCO (European Information Society Conference), la quale oggi ha un forte supporto delle istituzioni locali ed Europee, che è stato il luogo dove 6 reti europee formate da enti locali e regionali hanno definito 28 obiettivi da raggiungere con le nuove tecnologie per semplificare le procedure, sviluppare nuovi servizi di eGovernment e di supporto allo sviluppo delle economie locali (www.eisco2007.org) .
    La prossima riunione preparatoria si terrà a Castel dell’Ovo il 13 di Settembre con la partecipazione anche di rappresentanti del governo italiano ed i Presidenti esecutivi della rete ELANET, di nazionalità polacca e finlandese.

  • Cinque convegni sui temi europei organizzati nel mese di ottobre. Il primo venerdì 5 ottobre a Palmanova.

    D’intesa con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione Centrale Relazioni Internazionali, Comunitarie e Autonomie Locali, l’A.I.C.C.R.E. del F.V.G. organizza un viaggio studio presso le Euroregioni REGIO PAMINA (F)  e EUREGIO (D) e presso le istituzioni europee a Bruxelles (dal 9 al 13 ottobre 2007) e 5 Convegni, sui temi europei connessi con gli argomenti programmati per il Viaggio studio, che si svolgeranno nel prossimo mese di ottobre.

    La prima iniziativa è prevista per il 5 ottobre p.v. dalle ore 16,00 nella Sala consiliare del Comune di Palmanova.

    Il programma completo è consultabile e scaricabile dal file allegato o alla voce Agenda appuntamenti.

     

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  • Formulari e guida per presentare domande di sovvenzione per i gemellaggi 2008

    Sono on-line sul sito della Commissione europea i formulari per presentare domande di sovvenzione per i gemellaggi 2008. I formulari sono per ora disponibili solo in lingua inglese. Ricordiamo che il Programma comunitario inteso ad incentivare i gemellaggi tra città ha l’obiettivo tra l’altro di creare e sviluppare parteneariati tra le municipalità europee e di stabilire legami duraturi e personali tra i cittadini europei.

    SCARICA LA GUIDA (ITALIANO)

    Per ulteriori informazioni ed assistenza: AICCRE, SERVIZIO GEMELLAGGI, MARIJKE VANBIERVLIET (RESPONSABILE), TEL. 06 69940461-222, FAX 06 6793275, E-MAIL: vanbiervliet@aiccre.it

  • Villa Vicentina in visita al Comune gemellato di Colpo in Bretagna

    Dal 20 al 27 giugno 2007 una delegazione di cittadini del comune di Villa Vicentina si è recata in visita al Comune francese di Colpo in Bretagna, con il quale è in corso un rapporto di gemellaggio iniziato nel 2000. La delegazione, guidata dal Sindaco Mario Romolo Pischedda e dal Vice Sindaco Carlo Del Stabile, era composta da 34 persone di cui 17 bambini della locale Scuola Primaria, accompagnati dai genitori, da un’insegnante, dal Dirigente Scolastico Prof. Aldo Durì e da alcuni membri del locale comitato di gemellaggio. L’organizzazione del viaggio, ha tratto spunto proprio dalla volontà di proseguire ed intensificare le precedenti relazioni intraprese fra le scuole francesi e quella italiana. Durante la visita gli alunni di Villa Vicentina hanno avuto l’occasione di frequentare le due scuole primarie di Colpo, quella pubblica e quella privata, partecipando alle attività didattiche e ricreative programmate in occasione della fine dell’anno scolastico assieme agli alunni francesi. Si è potuto quindi constatare come in un paesino di poco più di 2000 abitanti possano coesistere due scuole diverse nell’organizzazione ma con programmi ed attività simili.

    È stata inoltre l’occasione per organizzare due serate di incontri culturali ed enogastronomici. La prima ha avuto per tema una discussione sulla diffusione e l’utilizzo delle lingue minoritarie, nello specifico il Friulano ed il Bretone, che ha evidenziato come le lingue autoctone abbiano una diversa diffusione a livello locale.

    Da noi il Friulano continua ad avere un utilizzo abbastanza diffuso soprattutto nelle aree rurali, ed anzi vi sono numerose iniziative delle varie istituzioni sia a livello scolastico che locale e provinciale atte a promuovere la diffusione. La lingua Bretone invece è ormai quasi scomparsa ed è parlata solamente nelle aree rurali dalle persone più anziane; resistono invece e sono molto diffusi anche dalle fasce più giovani della popolazione i canti ed i balli dell’antica tradizione popolare bretone.

    La seconda serata è stata invece contraddistinta dalla degustazione dei vini offerti delle aziende agricole Cortona e Valpanera entrambe di Villa Vicentina accompagnati dall’assaggio del Prosciutto Crudo di San Daniele DOP, offerto dal Consorzio del Prosciutto, e di altri salumi tipici della produzione friulana. Tutti i prodotti hanno ricevuto degli ottimi consensi, in particolare il prosciutto, ed hanno contribuito a diffondere, com’era nelle intenzioni, la qualità e la bontà della produzione enogastronomica italiana e friulana in particolare.

    C’e’ stato inoltre un simpatico momento istituzionale organizzato dall’Amministrazione Comunale di Colpo che ha visto la presenza in forma ufficiale dei due Sindaci per l’inaugurazione di una piazza dedicata a Villa Vicentina, che ha trovato ampio risalto sulle pagine della stampa locale.
    Ma il motivo più importante del viaggio è sicuramente l’incontro fra i popoli che serve a rinsaldare i rapporti già instaurati fra le varie famiglie e a crearne di nuovi fra quelle che lo hanno affrontato per la prima volta; a testimonianza di ciò va detto che l’accoglienza offerta dalle famiglie francesi è stata eccellente con momenti di vera commozione a cui sicuramente si cercherà di dare seguito in futuro ricambiando in occasione della prossima loro visita.

  • UNIVERSITA’ EUROPA

    La Commissione europea ha adottato oggi una proposta che avvia la nuova generazione del programma Erasmus Mundus per il periodo 2009-13. Novità importanti e 950 milioni di euro a disposizione di studenti e ricercatori

    Erasmus Mundus è stato inaugurato nel 2004 per promuovere l’istruzione superiore europea quale centro di eccellenza nel mondo. Nei tre primi anni accademici (2004-2006), più di 2.300 studenti hanno partecipato al programma e più di 1.800 hanno appena passato il processo di selezione per iniziare i loro studi in Europa nel settembre di quest’anno. Il nuovo programma Erasmus Mundus II prende le mosse da tali risultati ed intende diventare il programma di riferimento dell’UE per la cooperazione con i paesi terzi in questo ambito. In un arco di cinque anni poco più di 950 milioni di euro verranno messi a disposizione delle università europee e dei paesi terzi per partecipare assieme a programmi comuni o a partenariati di collaborazione e per concedere borse a studenti europei e di paesi terzi affinché acquisiscano un’esperienza di studio internazionale.

    ” L’attuale programma Erasmus Mundus ha fatto buona prova di sé fin dalla sua inaugurazione nel 2004, incoraggiando la creazione di corsi di master di alta qualità in Europa e attirando nelle università europee studenti di vaglia di paesi terzi” ha affermato il commissario europeo responsabile per l’istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù, Ján Figel. “Erasmus Mundus ha recato un importante contributo alla modernizzazione delle università dell’UE in un contesto di globalizzazione dell’istruzione superiore contestualmente al processo di Bologna. Dobbiamo ora consolidare i risultati incoraggianti ottenuti dal programma in corso, ma dobbiamo anche fare un passo più in là e ampliare la portata del programma per far sì che Erasmus Mundus diventi il segno tangibile della cooperazione UE con i paesi terzi nel campo dell’istruzione superiore”.

    Questo nuovo approccio si traduce in un’intera gamma di nuove attività che comprendono programmi congiunti di dottorato, un accresciuto sostegno finanziario agli studenti europei nonché partenariati di collaborazione con determinate regioni del mondo che andranno a tutto vantaggio dei partecipanti.
    Benita Ferrero-Waldner, Commissario europeo responsabile per le relazioni esterne e la politica europea di vicinato, ha affermato: “Negli ultimi anni Erasmus Mundus ha dimostrato di poter essere un forte strumento nel campo dell’istruzione superiore, in particolare dei programmi di master. Con Erasmus Mundus II vogliamo ora valorizzare appieno le potenzialità di cooperazione tra le università europee e quelle di paesi terzi di tutto il mondo: il nuovo programma estenderà la sua portata in termini di partecipanti, di offerta di programmi di istruzione superiore e di borse di studio. Esso potenzierà la qualità dell’istruzione superiore europea, promuoverà gli obiettivi UE in materia di politica esterna, sosterrà lo sviluppo sostenibile dei paesi terzi nel campo dell’istruzione superiore e incoraggerà il dialogo e la comprensione tra popoli e culture.”

    La proposta formulata oggi si basa sulle conclusioni di una valutazione interinale esterna del programma attuale, su una valutazione d’impatto ex-ante del nuovo programma proposto e su un’ampia consultazione dei principali attori, tra cui università, docenti e studenti. Dalla valutazione emerge che il programma attuale ha raggiunto in ampia misura i suoi obiettivi e si raccomanda con vigore che il programma venga continuato. Durante i primi tre anni accademici 2.325 studenti di paesi terzi provenienti da più di 100 paesi e 323 università, europee e non, hanno partecipato con successo al programma e altri 1.826 studenti arriveranno il prossimo settembre per iniziare i loro studi in Europa.
    La Commissione ha perciò deciso di consolidare le attività in corso e, nel contempo di ampliarle e di aggiungere una nuova dimensione al programma. Le attività del nuovo programma saranno:
    il sostegno di programmi congiunti di eccellenza accademica a livello di master e di dottorato, compreso un programma di borse per studenti e studiosi di vaglia provenienti dall’UE e da paesi terzi;
    la promozione di partenariati tra le università europee e quelle di paesi terzi in determinate regioni del mondo quale base per una cooperazione strutturata, il trasferimento di know-how, lo scambio e la mobilità a tutti i livelli dell’istruzione superiore;
    il sostegno di misure atte ad accrescere l’attrattiva mondiale dell’Europa quale destinazione dove studiare.

    Le principali novità del programma proposto sono:
    – maggiori opportunità e una più grande varietà delle modalità di cooperazione istituzionale tra le università europee e quelle di paesi terzi nonché nell’ambito del programma di mobilità individuale;
    – estensione di Erasmus Mundus agli studi di dottorato e, in parte, al livello prelaurea;
    – un più forte sostegno finanziario agli studenti europei grazie all’offerta di borse di studio più attraenti.
    Dopo aver adottato oggi il programma la Commissione negozierà la proposta con il Consiglio e con il Parlamento europeo. Il nuovo programma dovrebbe essere adottato nel 2008 ed entrare in vigore nel gennaio 2009 quando giungerà a scadenza il programma attuale. Questa concatenazione consentirà di evitare soluzioni di continuità nelle attività di cooperazione all’atto della transizione dal programma attuale a quello futuro.

  • OPEN DAYS: APERTE LE ISCRIZIONI

    Dall’11 luglio 2007 sono aperte le iscrizioni agli ’’OPEN DAYS 2007 – Settimana europea delle Regioni e delle Città’’, con una scelta di 150 seminari e 15.000 posti disponibili. A Bruxelles dall’8 all’11 ottobre prossimi.

    Open Days: aperte le iscrizioni
    Dall’11 luglio 2007 sono aperte le iscrizioni agli “OPEN DAYS 2007 – Settimana europea delle Regioni e delle Città”, con una scelta di 150 seminari e 15.000 posti disponibili. Arrivato alla quinta edizione annuale, il principale appuntamento sul calendario della politica regionale, si terrà a Bruxelles dall’8 all’11 ottobre 2007.
    Il tema di questa edizione sarà: “Passare alla fase di realizzazione: regioni e città, fonti di crescita e occupazione”. Organizzati dal Comitato delle Regioni e dalla Direzione generale Politica regionale della Commissione europea, in collaborazione con un numero record di 212 regioni e città di 33 paesi, gli OPEN DAYS 2007 riuniranno autorità politiche e altri responsabili decisionali a livello nazionale, regionale e locale, nonché esperti di politica regionale e rappresentanti del mondo imprenditoriale, del settore bancario e di organizzazioni della società civile. All’evento sono attesi sino a 5.000 partecipanti.

  • Vertice europeo di Bruxelles

    Si è aperto il Vertice europeo di Bruxelles che deciderà il futuro dell’Unione europea. Il nostro speciale sulla Costituzione europea.

    Cronistoria del Trattato costituzionale europeo

    Il 29 ottobre 2004 i capi di Stato e di Governo degli allora 25 Stati Membri dell’Unione europea hanno sottoscritto il Trattato e l’Atto finale che adotta  una Costituzione per l’Europa. Ricostruiamo, di seguito, le principali tappe che hanno caratterizzato questo percorso: – Dicembre 2001: durante il Consiglio di  Laenken, viene approvata la “dichiarazione di Laenken” che ha istituito la Convenzione incaricata di preparare una bozza di Costituzione europea. La Convenzione ha riunito i rappresentanti di tutti gli stati membri e dei paesi candidati all’adesione e i 16 rappresentanti del parlamento europeo. –  Il 28 febbraio 2002: nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles si è  tenuta la riunione costitutiva della Conve3nzione; – 20 – 21 giugno 2003: al consiglio europeo di Salonicco Valere Giscard D’Estaing ha presentato formalmente ai capi di stato e di governo il testo delle prime due parti del progetto del Trattato costituzionale elaborato dalla convenzione- Il 18 luglio 2003: viene consegnato  all’Italia (presidente di turno dell’Ue), il  testo definitivo  che dovrà essere discusso dalla CIG (Conferenza intergovernativa)-  Il 4 ottobre 2003: i capi di Stato e di Governo hanno adottato la Dichiarazione di Roma durante la Conferenza intergovernativa.- Il 12 e 13 dicembre 2003: i capi di Stato e di governo riuniti a Bruxelles, non hanno raggiunto  un accordo sul Trattato Costituzionale – 25 e 26 marzo 2004: durante il vertice europeo i leader dei Pesi dell’Ue, riuniti a Bruxelles si sono  impegnati formalmente a ricercare un accordo al fine di dare all’Unione una Costituzione entro giugno dell’anno in corso. – 17 – 18 giugno : durante il vertice europeo, dopo un  primo accordo fra i ministri degli esteri dei 25 stati membri, anche capi di Stato e di governo hanno raggiunto un compromesso sui punti controversi del Trattato costituzionale. – 29 ottobre 2004: i leader dei Paesi dell’unione europea hanno  sottoscritto il Trattato e l’atto finale che adottano una costituzione per l’Europa.L’entrata in vigore della Costituzione europea è previsto per giugno 2009 in occasione delle elezioni europee. Ciò sarà possibile soltanto se sarà ratificata da tutti gli Stati membri. Per ora i Paesi  che l’ hanno formalmente adottata, o con ratifica parlamentare o con referendum consultivo, sono: Lituania, Ungheria, Slovenia,  Italia, Spagna, Austria, Grecia, Malta, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Belgio, Estonia, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Germania e Finlandia.   Gli altri Stati non hanno ancora avviato l’iter di ratifica ad eccezione di Francia e Paesi Bassi che, rispettivamente il 9 maggio 2005 e il primo giugno 2005, hanno indetto un referendum che ha respinto la proposta di ratifica della Costituzione europea. Dalla bocciatura del trattato Costituzionale da parte della Francia e dei Paesi Bassi, è scaturito un periodo informalmente denominato di “pausa di riflessione”. A dicembre   del 2005 il Consiglio europeo ha preso   atto di una critica della presidenza britannica che nel suo rapporto constatava che “la pausa” non era accompagnata da nessuna “riflessione” e che  nessun Governo  aveva promosso consultazioni dei cittadini sull’avvenire dell’Unione. E’ stato il Parlamento europeo, nel gennaio 2006, ad auspicare che la Costituzione europea potesse entrare in vigore nel giugno 2009. In quella risoluzione il Parlamento ha lasciato aperte tutte le possibilità di revisione e cambiamenti del testo costituzionale. Da quel momento molti Stati hanno perseguito l’obiettivo, lanciato dal Parlamento europeo, di avere una costituzione europea per il 2009. E’ il caso della Spagna, del Lussemburgo, dell’Austria, del Portogallo, del Belgio e di alcuni leader politici come Romano Prodi che ha  recentemente sostenuto che sulla Costituzione europea “non si accetterà un compromesso al ribasso”.  Anche in Francia è sorto un ampio movimento a favore della Costituzione. Di contro, esistono posizioni per le quali la Costituzione europea sarebbe “ morta”  ed occorrerebbe “ripartire da zero privilegiando la via di accordi intergovernativi o cooperazioni rafforzate sulle singole politiche”. C’è, poi, la tesi di un’Europa a più o a due velocità con un centro nevralgico più integrato che si sviluppi attorno ai Paesi che aderiscono all’euro o a quelli più grandi o a quelli pionieri dell’Europa.  Schede di sintesi del trattato costituzionale europeo sul  portale Europa  Il ruolo degli enti locali nella Costituzione europea.Alcuni punti del Trattato costituzionale europeo sono tesi a specificare il ruolo dei Poteri locali e regionali. A partire dall’articolo 1-3 che riguarda gli “obiettivi dell’Unione” in cui si legge che la Costituzione europea “ promuove la coesione economica, sociale e territoriale”. Se si considera che le istituzioni locali e regionali sono denominate nel Documento  “attori territoriali”, è chiaro constatare che questa nuova accezione prevede che l’Unione europea si interessi costantemente dell’impatto regionale delle sue politiche. In secondo luogo, l’articolo 1-11 enuncia che “l’esercizio delle competenze dell’Unione si fonda sui principi di sussidiarietà e proporzionalità. Sebbene il principio di sussidiarietà imponga all’Unione europea di non agire se gli obiettivi in questione possono essere conseguiti dagli Stati membri “sia a livello centrale che a livello regionale e locale”, l’articolo I-46 (riguardante il principio di democrazia rappresentativa) prevede che “le decisioni siano prese  nella maniera il più possibile aperta e vicina al cittadino”. Un concetto ribadito nell’articolo successivo dedicato alla “democrazia partecipativa” in cui al comma 1 si enuncia: “ le istituzioni europee danno ai cittadini, attraverso gli opportuni canali, la possibilità di far conoscere e scambiare le proprie opinioni in tutti i settori dell’Unione”.  Un’altra importante novità sancita dalla Costituzione europea è il ruolo delle Comitato delle regioni ( formalmente decretato come  un’istituzione dell’Ue) al quale viene data la facoltà di ricorrere alla Corte di giustizia in caso di violazione del principio di sussidiarietà o nel caso in cui i  propri diritti legali non sianostati rispettati (Articolo 8 del protocollo  sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità).La posizione del Parlamento europeo Sostegno al contenuto del Trattato Costituzionale europeo e conservazione di tutti i suoi principi basilari. E’ questa, in sostanza,  la posizione del Parlamento europeo resa nota  7 giugno scorso con l’adozione  (con 469 voti favorevoli, 141 contrari e 32 astensioni) della relazione dei deputati  Enrique BARÓN CRESPO (PSE, Spagna) e Elmar BROK (PPE/DE, Germania). Il documento invita a ultimare il processo di ratifica del nuovo trattato entro la fine del 2008, affinché il prossimo Parlamento, che sarà eletto nel 2009, “inizi il proprio mandato conformemente alle disposizioni del nuovo trattato”.  Per il parlamento europeo il trattato Costituzionale costituisce un elemento fondamentale per rafforzare “la dimensione politica dell’ Europa” e per ampliare “l’efficacia del suo operato”.  Alla base della decisione degli eurodeputati, alcuni principi fondamentali e imprescindibili contenuti nel Trattato: il primato del diritto europeo; la nuova tipologia di atti e procedure;  la gerarchia delle norme e la personalità giuridica dell’Unione;  il consolidamento dei trattati esistenti; il chiaro riconoscimento dei valori fondanti dell’Unione europea e  della forza giuridicamente vincolante della Carta dei diritti fondamentali e l’incremento della partecipazione dei cittadini alla vita politica dell’Unione Europea. Il Parlamento europeo ha anche tenuto a sottolineare che il Trattato contempla il rispetto del principio di sussidiarietà e il ruolo specifico dei parlamenti nazionali al riguardo “senza compromettere l’equilibrio istituzionale dell’Unione europea sancito dal protocollo sulla sussidiarietà”. E contempla, altresì,  la valorizzazione del ruolo delle autorità regionali e locali. In nessun modo si dovrà, a parere del Parlamento europeo, chiudere dei negoziati che dovessero comportare una minore protezione dei diritti dei cittadini  e  una riduzione della democrazia, della trasparenza e dell’efficienza del funzionamento dell’Unione. Costituzione europea: anche l’Aiccre per il referendumDocumento Aiccre sull’adesione all’iniziativa del MFE per la raccolta delle firme di sostegno al referendum sulla Costituzione europea in occasione delle elezioni europee del 2009, presentato al Consiglio nazionale dell’Aiccre, Roma 5 aprile 2007Il Consiglio nazionale dell’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europariconosce- il ruolo decisivo del processo di unificazione europea nell’assicurare la pace e la riconciliazione tra popoli sul nostro continente;- il valore del processo di allargamento dell’Unione Europea quale motore di diffusione della democrazia e del suo consolidamento nei paesi membri  e in quelli di prossima adesione;- il successo delle politiche comuni ai fini della coesione e dello sviluppo equilibrato, che hanno permesso a Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna di uscire dall’arretratezza e favoriscono oggi il rapido sviluppo dei paesi di nuova adesione dell’Europa centro-orientale e balcanica;- l’importanza della moneta unica per l’unità del mercato interno di dimensione continentale e la protezione offerta all’economia europea dall’instabilità valutaria internazionale;denuncia- il deficit democratico delle istituzioni europee ancora limitate nella loro capacità democratica di decisione e di azione dall’esercizio del diritto di veto in seno al Consiglio europeo;- la ridotta dimensione del budget dell’Unione Europea che impedisce il corretto funzionamento dell’Unione economica e monetaria e l’attivazione di politiche efficaci per lo sviluppo produttivo e tecnologico, per creare un’economia competitiva, ad alta occupazione e rispettosa dell’ambiente;- l’incapacità dell’Europa di essere presente nell’arena internazionale per promuovere i valori della pace e della democrazia e porre fine ai conflitti e alle guerre;auspica:- la costruzione di un’Unione Europea fondata sui principi di attribuzione, proporzionalità e sussidiarietà, ampiamente decentrata per favorire istituzioni democratiche vicine ai cittadini;- la promozione del modello sociale europeo e del suo valore universale contro le tendenze disgregatrici dello stato sociale accese da una globalizzazione anarchica dell’economia;- un governo dell’UE espressione di elezioni europee basate su chiare linee programmatiche e di bilancio, l’estensione delle decisioni a maggioranza per tutte le competenze dell’Unione e l’intensificazione dei rapporti di cooperazione tra assemblee elette di ogni livello;- una competenza dell’UE in materia di politica estera, democraticamente legittimata, per contribuire alla rigorosa osservanza e allo sviluppo della pace e del diritto internazionale, alla costruzione delle strutture di governo mondiale per la solidarietà e il rispetto reciproco tra popoli e lo sviluppo sostenibile della terra;si rammarica chela Costituzione per l’Europa non sia ancora entrata in vigore a oltre due anni dalla sua sottoscrizione da parte degli Stati membri dell’Unione, avvenuta a Roma il 29 ottobre 2004, nonostante sia già stata approvata da una maggioranza di 18 paesi che rappresentano la maggioranza della sua popolazione;chiedeai governi nazionali e alle Istituzioni europee la convocazione di una nuova convenzione con il compito di rivedere la Parte III e di indire sul testo risultante un referendum consultivo europeo sulla Costituzione per l’Europa, da tenersi in occasione delle prossime elezioni del Parlamento europeo del 2009, in modo da farlo entrare in vigore sulla base di un voto che esprima la maggioranza degli Stati membri e della popolazione dell’Unione. Sarà questa l’occasione per dare ai cittadini la possibilità chi chiedere e decidere cosa vogliono in Europa.impegnagli Organi nazionali, le Federazioni regionali e i Soci aderenti all’AICCRE a sostenere la Campagna per il referendum consultivo europeo, lanciata a Berlino il 17 marzo 2007 dall’Unione Europea dei Federalisti, in tutte le sedi possibili e presso il CCRE, come da Risoluzione politica adottata il 10 febbraio 2006 dalla XIII Assemblea congressuale nazionale.Il dibattito degli ultimi mesi Nel corso degli ultimi mesi si sono alternate le  più disparate posizioni sul   concetto di Europa e di Costituzione europea.  In previsione del Consiglio europeo del 21 e 22 giugno il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha ribadito la necessità di trovare un punto di incontro  sulla Costituzione europea. “Senza un accordo sulle riforme istituzionali  – ha dichiarato – metteremo a repentaglio il progresso non solo dell’Europa ma anche di un’Europa aperta al mondo” Per Barroso il funzionamento stesso dell’Ue sarebbe “ rallentato in tutti i campi e  il meccanismo di solidarietà sarà naturalmente indebolito”. Nel corso dell’ Assemblea all’ Europarlamento che si è tenuta a  Strasburgo nel maggio scorso, Romano Prodi, presidente del Consiglio Italiano, ha parlato di una possibile  “Europa a doppia velocità”  con l’ Italia pronta ad assumerne la Leadership. Il premier ha, però, specificato che il suo Paese  non accetterà sulla Costituzione europea “un compromesso al ribasso”. Angela Merkel, inaugurando il Semestre di presidenza tedesco dell’Ue presso  l’Europarlamento di Strasburgo,   ha  ribadito che “un eventuale fallimento” della Costituzione europea  “sarebbe un errore storico”. La Cancelliera tedesca, in quella occasione,  ha lanciato un appello ai Paesi Membri affinché , nel difficile negoziato sulla Costituzionale,  si riesca ad individuare una buona politica del compromesso. Compromesso che per Josè Luis Rodriguez Zapatero sarebbe riconducibile all’idea di “un Trattato Semplificato, con la maggioranza qualificata ed una buona riforma del Consiglio dei Ministri”.  Anche il neo eletto Nicolaz Sarkozy punta su un “mini-trattato che salvi le principali riforme istituzionali” da approvare entro il 2009.  Per sintetizzare la posizione della gran Bretagna ci affidiamo alle parole del Ministro per l’Europa  Geoff Hoon che ha recentemente dichiarato che in seguito alla boccatura del trattato costituzionale europeo da parte della  Francia e dell’ Olanda “bisogna trovare un’altra via politica: emendare i trattati esistenti in modo da permettere ai governi di tornare a Bruxelles e presentare i risultati ai propri parlamenti”. Sulla stessa falsa riga anche il Governo olandese che propone l’approvazione di un trattato classico  che non necessiti della consultazione referendaria e che non abbia le caratteristiche di una Costituzione Gioca, altresì, al ribasso l’ ex Presidente del Parlamento Europeo Simone Veil che ha sostenuto che “ in mancanza di un accordo, si potrebbe puntare su un Trattato non costituzionale”. Polonia e Repubblica Ceca si sono mostrate particolarmente critiche:  la prima ha lamentato, tra l’altro,  la mancanza delle radici cristiane nel Trattato costituzionale. Anche se la Commissaria polacca per le Politiche Regionali Danuta Hubner  si è dichiarata “ottimista” perché “nell’Ue quando c’è la volontà politica, una soluzione si è sempre trovata”. La Repubblica Ceca pur senza una posizione univoca, ha ammorbidito il proprio punto di vista  dopo la Dichiarazione di Berlino dello scorso 25 marzo: il vice Premier Alexander Vondraha detto, infatti,  che la  Repubblica Ceca riconosce che “il testo costituzionale qual è stato firmato, costituisce la base per i negoziati” e che il suo Paese è “pronto a partecipare alla ricerca di un consenso affinché sia tutto pronto nel 2009”. Dall’Italia è interessante citare un altro parere autorevole: quello dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi che ha ribadito che sulla Costituzione europea “dobbiamo procedere possibilmente tutti insieme ma dobbiamo essere pronti anche alla cosiddetta doppia velocità.  E chiudere tutto entro le elezioni europee del 2009”. La Confederazione Europea dei Sindacati ha manifestato a gran voce il suo sostegno al  Trattato costituzionale e ha annuncia che “ogni proposta deve costituire un progresso per l’Europa sociale”; mentre per alcune aree cattoliche in Europa la Costituzione  dovrebbe contemplare le radici cristiane. Un altro punto controverso è stato sollevato dai movimenti pacifisti per i quali il primo articolo del Trattato Costituzionale dovrebbe contenere il ripudio della guerra.

  • NEWS DALL’EUROPA : ALTO GRADIMENTO

    Alla vigilia del Vertice di Bruxelles, un sondaggio di Eurobarometro rivela che nella percezione dei suoi cittadini l’Unione gode di buona salute. Anzi: i cittadini europei vogliono più Europa ed il 66% è a favore della Costituzione.

    Anche se gli scenari sulla Costituzione europea non sono entusiasmanti, l’Ue nella percezione dei suoi cittadini gode di buona salute. Cosi’ si potrebbe riassumere l’esito del sondaggio Eurobarometro di primavera. Il 57% dei cittadini europei ritiene che l’ingresso del loro paese nell’Ue sia stata una buona cosa. E’ il gradimento piu’ alto dal 1994. L’inchiesta condotta fra il 10 aprile e il 15 maggio sui ventisette dell’Ue, piu’ i paesi candidati Croazia e Turchia e la comunita’ turco cipriota indica che l’81% dei cittadini europei vorrebbe vedere l’Ue muoversi congiuntamente nella lotta al terrorismo, il 69% lo chiedono per le decisioni riguardanti l’ambiente e 62% per la difesa e la politica estera. Quasi 9 cittadini su 10 (88%) inoltre si aspettano che l’Ue affronti con urgenza la questione del riscaldamento climatico. Anche la Costituzione gode di un buon sostegno nell’opinione pubblica europea che ne sostiene l’idea al 66%, tre punti in piu’ rispetto all’autunno 2006. L’allargamento dell’Ue, altro tema controverso, non sembra impensierire piu’ di tanto i cittadini europei. La percentuale di europei favorevole ad ampliare ulteriormente l’Ue e’ salita dal 46% registrata prima dell’ultimo allargamento al 49%, con indicazioni anche sorprendenti per alcuni paesi. In Olanda per esempio, paese notoriamente restio ad ulteriori ingressi nell’Ue, la percentuale e’ salita di 5 punti arrivando al 50%. Il 69% degli europei si dice ottimista sul futuro dell’Unione europea, che a maggioranza si immaginano con un proprio esercito e un presidente direttamente eletto. Fra le principali preoccupazioni dei cittadini Ue la disoccupazione, anche se il dato e’ in calo di 6 punti rispetto all’autunno 2006. (ANSA).

    I dati di Eurobarometro, riportati dall’ANSA, confermano quanto l’AICCRE va dicendo da sempre, ma soprattutto da quando i cittadini francesi ed olandesi respinsero la Costituzione europea: il loro “no” non era verso l’integrazione europea, ma contro “questa” Europa, decisa a tavolino dai governanti dei Paesi membri, impantanata in meccanismi decisionali labirintici e lontana dai problemi quotidiani dei suoi cittadini.  Ci auguriamo che i Capi di Stato che si riuniranno a Bruxelles tra qualche giorno tengano presente la volontà popolare e procedano decisamente verso una maggiore integrazione  politica del Continente.

  • UN FRANCOBOLLO PER ALTIERO

    In occasione del centenario dalla nascita di Altiero Spinelli, le Poste Italiane hanno deciso di celebrare l’anniversario dell’europeista con l’emissione di un francobollo da 0,60 euro.

    Il volto di Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Europa e dell’europeismo, sarà ritratto in primo piano e sullo sfondo ci sarà un particolare della Sala dell’Assemblea del Parlamento europeo. L’uscita del bollo è prevista per il 21 giugno.
    L’annullo filatelico del francobollo commemorativo avverà giovedì 21 giugno 2007 presso il Parlamento Europeo – Sala delle Bandiere – Roma, via IV Novembre, 149 – ore 10.00-13.00
    Il francobollo è stampato dall’Officina Carte Valori  dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta fluorescente, non filigranata; formato carta: mm 40 x 30; formato stampa: mm 36 x 26; dentellatura: 13 x 13¼; colori: cinque più inchiostro interferenziale trasparente-oro; tiratura: tre milioni e cinquecentomila esemplari; foglio: cinquanta  esemplari, valore “€ 30,00”.
    Sito dedicato ad Altiero Spinelli
    Sito del comitato per le celebrazioni

     

    Fonte: www.aiccre.it

  • Giornata europea al “Mattioni” di San Giovanni al Natisone

    Mercoledì 9 maggio ha avuto luogo nell’aula magna dell’IPSIA “A.Mattioni” di San Giovanni al Natisone un convegno di approfondimento sul tema  – cultura della prevenzione e recepimento delle direttive comunitarie –

    L’iniziativa è stata promossa dall’ AICCRE, Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni, Province e Regioni d’Europa, che ha riconosciuto all’Istituto scolastico un particolare impegno nel settore dei progetti nell’ambito della cooperazione e dei programmi europei.

    Dopo i saluti delle autorità, hanno esposto le loro relazioni il prof. Bruno Megna, docente di economia delle aziende presso l’Università di Trieste, – competitività europea e obiettivi della strategia di Lisbona-  il Dott. Andrea Giavon, direttore del CATAS,  – Europa e normazione – e gli studenti della classe V TIMA, coordinati dalla prof.ssa Anna Baldo, che hanno illustrato i risultati del loro lavoro di ricerca sugli standard di prevenzione previsti dalla normativa europea – direttiva quadro 83/189.