Autore: amministratore aiccre

  • IL PRESIDENTE A.I.C.C.R.E. F.V.G. LUCA CIRIANI CONVOCA IL CONSIGLIO DIRETTIVO PER LUNEDÌ 23 GENNAIO A UDINE

    E’ convocata per lunedì 23 gennaio la prima la seduta del 2012 del Consiglio direttivo dell’A.I.C.C.R.E. F.V.G.

    Nella sede associativa di Piazza XX Settembre a Udine, oltre alle comunicazioni del Presidente Ciriani in ordine alla critica situazione politica dell’Unione europea, si esamineranno e approveranno la relazione dell’attività svolta e il Conto consuntivo 2011, nonchè il programma di attività e il bilancio di previsione per il 2012.

    Verranno definite inoltre le linee organizzative del Convegno euro regionale in programma a Udine il 17 Febbraio 2012 (Amianto, lo stato dell’Arte. Salute e ambiente – prevenzione e bonifiche) e in occasione della celebrazione della 60^ costituzione dell’A.I.C.C.R.E. (già A.I.C.C.E.) si stilerà il programma delle iniziative previste nei Comuni di Udine, Preone, Rivignano e Marano Lagunare per il mese di Febbraio 2012.

  • FLUSSI DI INGRESSO DEI LAVORATORI EXTRACOMUNITARI STAGIONALI NEL TERRITORIO, PERMESSI DI SOGGIORNO E RIMPATRIO VOLONTARIO ASSISTITO

    Nei files allegati è possibile consultare

    – CIRCOLARE del Ministero dell’Interno-  Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – N. 9508 del 30/12/2011 con oggetto:DPCM 17/02/2011, concernente la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio dello Stato per anno 2011 – comunicazione del datore di lavoro di conferma assunzione.

    – DECRETO 6 ottobre 2011  del Ministero dell’Economia e delle Finanze riguardante il Contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso  di  soggiorno.

    – DECRETO 27 ottobre 2011 del  MINISTERO DELL’INTERNO riguardante le Linee guida per l’attuazione dei programmi di rimpatrio volontario  e assistito.

     

    Circ._n._9508_del_30_dicembre_2011__2___1_

    DECRETO_27_ott._2011-_Linee_guida_per_l__attuazione_dei_programmi_di_rimpatrio_volontario__e.pdf

    DECRETO_6_ott._2011-Contributo_per_il_rilascio_ed_il_rinnovo_del_permesso__di__soggiorno..pdf

  • LEGGI L’INSERTO DEDICATO ALL’A.I.C.C.R.E. F.V.G. NEL “NUOVO COMUNE” N. 5-6 ANNO 2011

    Nel file allegato, nonchè nella sezione del sito “Leggi l’inserto A.I.C.C.R.E. del Nuovo Comune” sono consultabili le pagine dedicate all’A.I.C.C.R.E. del Friuli V.G. all’interno del nuovo numero 5-6 anno 2011 del bimestrale dell’A.N.C.I. F.V.G.

     

    Estratto_aiccre_01

  • PROGRAMMA ’’EUROPA PER I CITTADINI’’: GEMELLAGGI TRA CITTA’

    Il presente invito a presentare proposte si basa sulla decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, che ha istituito, per il periodo 2007-2013, il programma «Europa per i cittadini» mirante a promuovere la cittadinanza europea attiva.
    Il programma si pone obiettivi specifici:
    — riunire le persone delle comunità locali di tutta Europa affinché condividano e scambino esperienze, opinioni e valori, traggano insegnamenti dalla storia e operino per costruire il proprio futuro;
    — promuovere iniziative, dibattiti e riflessioni in materia di cittadinanza e democrazia, di valori condivisi, di storia e cultura comuni in Europa, grazie alla cooperazione delle organizzazioni della società civile a livello europeo;
    — rendere l’idea dell’Europa più tangibile per i suoi cittadini, promuovendo i valori e i risultati europei e conservando al tempo stesso la memoria del passato;
    — incoraggiare l’interazione tra i cittadini e le organizzazioni della società civile di tutti i paesi partecipanti, contribuendo al dialogo interculturale e mettendo in evidenza la diversità e l’unità dell’Europa con un’attenzione particolare per le attività finalizzate a facilitare l’intreccio di legami tra i cittadini degli Stati membri che facevano già parte dell’Unione europea il 30 aprile 2004, e quelli degli Stati membri che hanno aderito successivamente.
    Candidati ammissibili
    Il programma è aperto a tutti i promotori che risiedano in uno dei paesi partecipanti al programma e siano, a seconda della misura:
    — un ente pubblico, o
    — un’organizzazione senza fini di lucro dotata di status giuridico (personalità giuridica. Ciascuna azione del programma è però indirizzata a una gamma di organizzazioni più specifica. L’ammissibilità delle organizzazioni che si candidano viene quindi definita in maniera specifica per ogni misura/ sottomisura nella guida al programma.

    Azioni ammissibili
    Il programma «Europa per i cittadini» sostiene progetti che promuovono la cittadinanza europea attiva.
    Il presente invito riguarda le seguenti azioni del programma «Europa per i cittadini» che vengono finanziate nell’ambito di due tipi di sovvenzioni: sovvenzioni di progetto e sovvenzioni operative.
    Azione 1: Cittadini attivi per l’Europa
    Misura 1 : Gemellaggio tra città
    Questa misura comprende attività che prevedono o promuovono scambi diretti fra cittadini europei, per mezzo della partecipazione dei cittadini stessi ad attività di gemellaggio tra città.
    Misura 1.1: Incontri fra cittadini nell’ambito del gemellaggio tra città (sovvenzione di progetto)
    Questa misura comprende attività che prevedono o promuovono scambi diretti fra cittadini europei, per mezzo della partecipazione dei cittadini stessi ad attività di gemellaggio tra città. Un progetto deve interessare municipalità di almeno due paesi partecipanti, dei quali almeno uno sia uno Stato membro dell’Unione
    europea. Del progetto devono far parte come minimo 25 partecipanti internazionali, provenienti dalle municipalità invitate. La durata massima della manifestazione è di 21 giorni. La sovvenzione massima erogabile è di 25 000 EUR per progetto. La sovvenzione minima erogata è di 5 000 EUR.
    Le sovvenzioni destinate a incontri fra cittadini nell’ambito del gemellaggio tra città servono a cofinanziare i costi organizzativi sostenuti dalla città ospite e le spese di viaggio dei partecipanti invitati. Il calcolo della sovvenzione è basato su tassi forfettari/importi forfettari.

    Misura 1.2: Collegamento in rete telematico tra le città gemellate (sovvenzione di progetto)
    Questa misura sostiene la formazione di reti istituite sulla base dei legami fra città gemellate. Si tratta di un elemento importante per garantire una cooperazione articolata, intensa e multiforme tra le municipalità e contribuire di conseguenza ad amplificare al massimo l’impatto del programma. Un progetto deve prevedere almeno tre eventi, e devono prendervi parte municipalità di almeno quattro paesi partecipanti, di cui almeno uno sia uno Stato membro dell’Unione europea. Del progetto devono far parte come minimo 30 partecipanti
    internazionali provenienti dalle municipalità invitate. La durata massima del progetto è di 24 mesi e la durata massima di ciascun evento è di 21 giorni.
    L’importo massimo ammissibile per un progetto che rientri in questa misura è di 150 000 EUR. L’importo minimo ammissibile è di 10 000 EUR. Il calcolo della sovvenzione è basato su tassi forfettari/importi forfettari.

    Misura 2.1: Progetti dei cittadini (sovvenzione di progetto)
    Questa misura affronta uno dei più gravi problemi cui oggi l’UE deve dare risposta: come colmare il divario che separa i cittadini dall’Unione europea. Si intende quindi esplorare metodologie originali e innovative per incoraggiare la partecipazione dei cittadini e stimolare il dialogo tra i cittadini europei e le istituzioni dell’Unione.
    Un progetto deve prevedere almeno cinque paesi partecipanti, di cui almeno uno sia uno Stato membro dell’Unione europea. Al progetto devono prendere parte almeno 200 partecipanti. La durata massima del progetto è di 12 mesi.
    L’importo della sovvenzione verrà calcolato sulla base di un bilancio di previsione equilibrato e dettagliato, formulato in euro. La sovvenzione erogata non può superare il 60 % del totale dei costi ammissibili del progetto. La sovvenzione minima sarà di 100 000 EUR; la sovvenzione massima ammissibile per un progetto che rientri in questa misura è invece di 250 000 EUR.

    Misura 2.2: Misure di sostegno (sovvenzione di progetto)
    Questa misura si propone di sostenere le attività che possono sfociare nella formazione di partenariati e reti di lunga durata, coinvolgendo un gran numero di parti interessate nella promozione della cittadinanza attiva europea, contribuendo così a dare una risposta più efficace agli obiettivi dei programmi e ampliando l’impatto complessivo del programma e la sua efficacia.
    Un progetto deve prevedere almeno due paesi partecipanti, di cui almeno uno sia uno Stato membro dell’Unione europea. Il periodo massimo è di 12 mesi; si richiedono almeno due eventi per ogni progetto.
    L’importo della sovvenzione verrà calcolato sulla base di un bilancio di previsione equilibrato e dettagliato, formulato in euro. La sovvenzione non può superare un importo massimo pari all’80 % dei costi ammissibili dell’azione in questione. La sovvenzione minima ammissibile è di 30 000 EUR; la sovvenzione massima ammissibile per un progetto che rientri in questa misura è di 100 000 EUR.

    Azione 2: Società civile attiva in Europa
    Misure 1 e 2: Sostegno strutturale ai centri di ricerca sulle politiche europee e alle organizzazioni della società civile a livello di Unione europea (sovvenzioni operative Misura 1 — Il sostegno strutturale ai centri di ricerca sulle politiche europee (think tank — strutture di riflessione) intende sostenere l’opera dei centri di ricerca sulle politiche europee (think tank), che possono fornire nuove idee e riflessioni sui temi europei, sulla cittadinanza attiva a livello europeo o sui valori europei.
    M i s u r a 2 — Il sostegno strutturale alle organizzazioni della società civile a livello di Unione europea offrirà alle organizzazioni della società civile di portata europea la capacità e la stabilità per sviluppare la propria attività a livello europeo. Si intende infatti contribuire alla realizzazione di una società civile attiva, coerente e articolata a livello europeo.
    Il periodo di ammissibilità deve corrispondere all’esercizio finanziario del candidato, quale risulta dai conti certificati dell’organizzazione. Se l’esercizio finanziario del candidato coincide con l’anno solare, il periodo di ammissibilità andrà dal 1 o gennaio al 31 dicembre. Se l’esercizio finanziario del candidato è diverso dall’anno solare, il periodo di ammissibilità sarà di 12 mesi decorrenti dalla data in cui avrà inizio l’esercizio finanziario.
    La sovvenzione massima è di 100 000 EUR.

    Misura 3 : Sostegno a progetti promossi da organizzazioni della società civile (sovvenzione di progetto)
    Obiettivo di questa misura è il sostegno a progetti concreti promossi da organizzazioni della società civile che appartengano a differenti paesi partecipanti. Tali progetti devono svolgere opera di sensibilizzazione su questioni di interesse europeo e contribuire a diffondere la reciproca comprensione tra diverse culture, nonché a individuare valori comuni tramite la cooperazione a livello europeo.
    Un progetto deve prevedere almeno due paesi partecipanti, di cui almeno uno sia uno Stato membro dell’Unione europea; la durata massima dei progetti è di 18 mesi.
    La sovvenzione può essere calcolata in base a due metodi differenti che corrispondono ad approcci diversi ai quali si applicano regole specifiche:
    a) tassi forfettari/importo forfettario;
    b) bilancio basato sui costi reali. In questo caso la sovvenzione richiesta non può superare il 70 % dei costi ammissibili dell’azione in questione.
    La sovvenzione massima è di 150 000 EUR. La sovvenzione minima ammissibile è di 10 000 EUR.
    Non sono ammissibili al finanziamento nell’ambito di questa misura le organizzazioni di interesse generale europeo selezionate per ricevere una sovvenzione operativa nel 2012 nell’ambito dell’azione 2, misure 1 e 2.

    Azione 4: Memoria europea attiva (sovvenzione di progetto)
    L’obiettivo dei progetti sostenuti nell’ambito di questa azione è mantenere viva la memoria delle vittime del nazismo e dello stalinismo e migliorare la conoscenza e la comprensione da parte delle generazioni attuali e future di ciò che è avvenuto nei campi di concentramento e in altri siti di sterminio di massa, e delle cause che hanno provocato tali eventi.
    La durata massima del progetto è di 18 mesi.
    La sovvenzione può essere calcolata in base a due metodi differenti:
    a) tassi forfettari/importi forfettari;
    b) bilancio basato sui costi reali. In questo caso la sovvenzione richiesta non può superare il 70 % dei costi ammissibili dell’azione in questione.
    La sovvenzione massima è di 100 000 EUR. La sovvenzione minima ammissibile è di 10 000 EUR.
    V. Bilancio

    Bilancio 2012 previsto per le azioni seguenti Azione 1 Misura 1.1
    Incontri fra cittadini nell’ambito del gemellaggio tra città
    6 107 000 EUR
    Azione 1 Misura 1.2
    Collegamento in rete telematico tra le città gemellate
    4 528 000 EUR
    Azione 1 Misura 2.1
    Progetti dei cittadini
    1 308 000 EUR
    Azione 1 Misura 2.2
    Misure di sostegno
    805 000 EUR
    Azione 2 Misura 3
    Sostegno a favore di progetti promossi dalle organizzazioni
    della società civile
    2 807 000 EUR
    Azione 4
    Memoria europea attiva
    2 414 000 EUR

    SCADENZE
    Scadenza per la presentazione delle candidature
    Azione 1 Misura 1.1
    Incontri fra cittadini nell’ambito del gemellaggio tra città
    1o febbraio 1o giugno 1o settembre
    Azione 1 Misura 1.2
    Collegamento in rete tematico tra le città gemellate
    1o febbraio 1o settembre
    Azione 1 Misura 2.1
    Progetti dei cittadini
    1o giugno
    Azione 1 Misura 2.2
    Misure di sostegno
    1o giugno
    Azione 2 Misura 1 e 2
    Sostegno strutturale ai centri di ricerca sulle politiche europee
    (think tank) e alle organizzazioni della società civile a livello di Unione europea
    15 ottobre
    Azione 2 Misura 3
    Sostegno a favore di progetti promossi dalle organizzazioni
    della società civile
    1o febbraio
    Azione 4
    Memoria europea attiva
    1o giugno
    Le domande dovranno essere inviate al seguente indirizzo:
    EACEA
    Unit P7 Citizenship
    Applications — ‘Measure XXX’
    Avenue du Bourget/Bourgetlaan 1 (BOUR 01/04A)
    1140 Bruxelles/Brussel
    BELGIQUE/BELGIË

    Verranno prese in considerazione soltanto le proposte presentate utilizzando il modulo di candidatura ufficiale (modulo elettronico) debitamente compilato e firmato dalla persona autorizzata ad assumersi impegni giuridicamente vincolanti a nome del candidato.
    Le candidature presentate su supporto cartaceo per posta, a mezzo fax o direttamente tramite posta elettronica non saranno prese in considerazione.

    ULTERIORI INFORMAZIONI

    Gli amministratori interessati a far partecipare il proprio Comune all’Azione “Gemellaggi tra città” del recente bando del Programma ’’Europa per i cittadini’’ sono pregati di contattare l’AICCRE entro il 15 gennaio: Sign.ra Marijke Vanbierlvie, Responsabile Relazioni esterne e gemellaggi – Tel: 06.69940461 int. 222 – Cell: 329.0544112 – E-mail: vanbiervliet@aiccre.it; gemellaggi@aiccre.it

    Le condizioni dettagliate per la presentazione delle proposte relative ai progetti e ai moduli di candidatura sono reperibili nella guida al programma «Europa per i cittadini» sui seguenti siti Internet:
    http://ec.europa.eu/citizenship/index_en.html
    Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura:
    http://eacea.ec.europa.eu/citizenship/index_en.htm

  • ASSUNZIONE DI CITTADINI NON COMUNITARI: COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE DEI DATORI DI LAVORO

    Si riporta di seguito il testo della circolare prot. n. 62974 del 9 dicembre 2011 trasmessa all’A.I.C.C.R.E. F.V.G. dalla Prefettura di Udine ed inerente le comunicazioni obbligatorie dei datori di lavoro che assumono cittadini non comunitari.

    “OGGETTO: COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE DEI DATORI DI LAVORO.

    Si comunica che con circolare n. 8827 del 5 dicembre 2011, il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno ha reso noto che il datore di lavoro che assume un cittadino non comunitario regolarmente soggiornante sul territorio italiano, non dovrà più inviare il contratto di soggiorno, Mod. Q, agli Sportelli per l’Immigrazione.Gli impegni assunti dal datore di lavoro al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno, quali il pagamento delle spese di ritorno dello straniero nel paese di provenienza e l’indicazione della sistemazione alloggiativa, sono ora sono assolti tramite l’invio telematico del modello “Unificato Lav”. Rimane inalterato il sistema sanzionatorio già vigente. Attesa l’importanza che la questione riveste, si pregano le SS.LL. di voler disporre la massima diffusione del contenuto della presente. Si ringrazia per la consueta collaborazione.
    F.to Il Dirigente dell’Area IV D.ssa S. Cavalieri”

  • ATTIVITA’ A.I.C.C.R.E. E C.C.R.E.

    Nel file allegato il calendario aggiornato dei prossimi appuntamenti dell’A.I.C.C.R.E. e del C.C.R.E.

     

    Calendario_aiccre_2011-2012

  • MERCOLEDI’ 16 NOVEMBRE A SAGRADO CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DELLA PACE

    In occasione della CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DELLA PACE MERCOLEDI’ 16 NOVEMBRE 2011 – alle ore 10.30 presso la palestra della Scuola Primaria di Sagrado è convocato il Consiglio Comunale in seduta aperta come da programma allegato.

     

    Programma_giornata_della_pace_2011__1__01

  • MERCOLEDI’ 16 NOVEMBRE A SAGRADO CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DELLA PACE

    In occasione della CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DELLA PACE MERCOLEDI’ 16 NOVEMBRE 2011 – alle ore 10.30 presso la palestra della Scuola Primaria di Sagrado è convocato il Consiglio Comunale in seduta aperta come da programma allegato.

     

    Programma_giornata_della_pace_2011

  • UNA SCELTA IRRINUNCIABILE

    L’impegno di quanti credono nel progetto europeo come scelta irrinunciabile guardando al futuro, deve farsi esigente. Lo ha detto a Bruges il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

    “Da molti mesi, ormai, il tema dell’Europa è quotidianamente presente e dominante nella comunicazione politica, nell’informazione economica, nell’attenzione dei cittadini e delle famiglie, in tutti i nostri paesi. Vi è presente e dominante in termini critici, per le preoccupazioni via via cresciute in ordine alle incertezze del vivere quotidiano e al nostro comune futuro e destino. Ma anche così si è diffusa come forse mai nel passato la percezione di quel che ci lega, che lega le nostre società e le nostre persone in tutta l’Europa via via unitasi in un inedito processo di integrazione democratica. Dopo più di mezzo secolo di unità e di continui progressi occorre ragionare ora, in un rapporto chiaro e convincente con i cittadini, sulla crisi che ha investito l’Eurozona, e offrire risposte persuasive. C’è, in sostanza, da render chiaro qual è la posta in giuoco per il nostro continente. E non solo per esso: in definitiva quel che di recente si è detto da parte di non europei sul rischio che le nostre difficoltà possono comportare per l’intera economia mondiale costituisce in qualche modo il riconoscimento obbiettivo del peso dell’Europa nel mondo d’oggi, benché il quadro sia così diverso dal passato per effetto di un’impetuosa trasformazione e globalizzazione. La riflessione, sia retrospettiva sia proiettata verso il futuro che qui sollecito, non prescinde dunque dagli imperativi del presente, dal confronto sulle scelte cui l’Europa e le sue istituzioni sono chiamate ora, quasi – si potrebbe dire – giorno per giorno”.
    Il Presidente Napolitano ha quindi espresso il “massimo rispetto per lo sforzo che affrontano, per i dilemmi dinanzi ai quali si trovano da quando una grave crisi ha investito l’Eurozona, i capi di governo, i massimi responsabili delle istituzioni dell’Unione, i policy-makers che partecipano alla formazione delle decisioni. Io che vi parlo non faccio più parte di questa schiera, sono un Capo di Stato senza poteri esecutivi, ma so quale sia la fatica dello scegliere e dell’agire; e nello stesso tempo mi sento corresponsabile, nel bene e nel male, della esperienza compiutasi in Europa negli scorsi decenni”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 26 ottobre, a Bruges nella lectio di inaugurazione dell’Anno Accademico del Collège d’Europe.
    “Per l’Europa – ha rilevato il Capo dello Stato – la questione si pone in termini peculiari: cioè anche come questione interna allo sviluppo del processo d’integrazione da noi finora portato avanti, nel senso che dobbiamo adottare revisioni e rafforzamenti di un sistema già operante di regole e di istituzioni comuni. E’ attorno a questa acuta esigenza che ruota la discussione, così problematica e serrata, suscitata nell’Unione Europea, nell’Eurozona e nelle diverse sue espressioni istituzionali, dalla crisi greca, da quelle irlandese e portoghese, ma anche dalle tensioni e dai rischi che hanno investito la Spagna e l’Italia in termini di crisi del debito sovrano. A ciò si è reagito e si sta reagendo, da parte delle istituzioni europee e dei governi nazionali, con misure straordinarie e con rilevanti innovazioni. Ed è da apprezzarsi il contributo che è venuto e viene dalla Banca Centrale Europea, anche riempiendo qualche vuoto politico-istituzionale”.
    Il Presidente Napolitano ha quindi richiamato le “incertezze e contrasti che hanno segnato il cammino dell’Unione nel corso del 2011 e che toccano in modo rivelatore nodi di fondo irrisolti rispetto al comune progetto europeo e al suo futuro. La grande questione è quella di ciò che ha rappresentato la scelta della moneta unica, e quindi la nascita dell’Euro ; ed è nello stesso tempo, più in generale, quella del seguito che doveva darsi e non è stato dato al Trattato di Maastricht. A Maastricht nacque, raccogliendo i frutti e le eredità delle tre Comunità preesistenti, l’Unione Europea. E non si trattò certo di un mutamento semantico, ma di un cambiamento in senso politico, e di un deciso allargamento di orizzonti e obbiettivi. Quando oggi diciamo con tanta forza – tutti quelli tra noi che hanno ruoli istituzionali e di governo nell’Unione – che l’Euro è pilastro irrinunciabile dell’Europa unita – ha rilevato il Capo dello Stato – ci riferiamo innanzitutto al valore storico della sua introduzione nello spirito di una Europa federale. E’ giusto documentare e mettere in luce i benefici che l’esistenza dell’Euro ha apportato a tutti i paesi che vi hanno aderito, nessuno escluso : è giusto ed è necessario farlo più di come lo abbiamo fatto di fronte alle turbolenze di questo difficile 2011, talvolta esitando a reagire a ondate di opinione fondate sulla disinformazione e sulla diffusione di meschini pregiudizi nazionali”.
    Per il Presidente Napolitano: “Nessun argomento consistente è stato portato per mettere in questione la validità della scelta dell’Euro e la sua irreversibilità : già all’inizio degli anni ’90, quando si fece quella scelta, non c’era alternativa all’Unione monetaria ; e non ce n’è oggi alcuna alla prosecuzione del cammino dell’Euro. Il vero nodo è costituito dal rapporto tra unione monetaria e unione politica : esso in effetti fu ben presente a quanti ebbero parte nella preparazione del Trattato di Maastricht e nel negoziato finale. Ma la materia del contendere, la sostanza di un processo di unione politica, stava in un ulteriore, risoluto allargamento della sovranità condivisa da esercitare in comune al livello europeo rispetto alle sovranità degli Stati nazionali. Venne compiuto il passo così importante ed audace dello spostamento al livello sovranazionale della sovranità monetaria : ma poteva bastare? O potevano bastare gli strumenti di ’accompagnamento’ che nel Trattato vennero previsti, per quel che riguarda in particolare la disciplina di bilancio degli Stati membri aderenti all’Euro? Potevano bastare orientamenti di semplice coordinamento delle politiche economiche nazionali, come quelli cui venne affidata – anni dopo Maastricht – l’ambiziosa Strategia di Lisbona condannandola all’insuccesso? Quel che si poteva piuttosto postulare era il contestuale passaggio a una politica monetaria, a una politica fiscale e di bilancio, e a una politica macroeconomica, decisamente affidate a una sovranità europea condivisa. Ed è questo il nodo politico che sta ora venendo al pettine”. Per il Capo dello Stato, “solo avanzando in questa direzione si possono garantire principi, valori e obbiettivi che stanno a cuore a noi tutti: stabilità finanziaria, corresponsabilità e solidarietà, crescita competitiva dell’economia europea nel suo complesso secondo quella visione che un anno fa qui il Cancelliere Signora Merkel ha rivendicato con accenti appassionati come modello proprio dell’Europa unita”.
    Di qui alcune domande: “Ma non è venuto allora il momento di riconoscere che dinanzi alla crisi della Grecia e dell’Eurozona si sono nei mesi scorsi manifestate in certi paesi esitazioni e resistenze che hanno dato il senso di un oscurarsi del principio di solidarietà? Non è venuto il momento di superare quello che è apparso un tabù rispetto a pur diverse ipotesi di introduzione di Bonds europei? Di superare persistenti riserve dinanzi all’adozione di norme e mezzi efficaci al fine di perseguire una comune strategia di sviluppo? E parlo di quella che la Commissione ha proposto per il 2020 ma di cui occorre garantire l’efficacia vincolante, l’effettiva attuazione. E come si può non vedere la contraddizione insuperabile tra l’esigenza di un balzo in avanti nel processo di integrazione, nella assertività e nella capacità realizzatrice dell’Europa unita, e un approccio restrittivo alla prova delle prospettive finanziarie dell’Unione per il periodo 2014-2020? Queste domande dovremmo, tutti, rivolgerle a noi stessi”.
    “Sia chiaro – ha quindi affermato il Presidente – ciascuno Stato nazionale membro dell’Eurozona deve fare la sua parte, assumersi fino in fondo le sue responsabilità. Tra essi certamente l’Italia: la cultura della stabilità finanziaria ha avuto nel mio paese sostenitori autorevoli e coerenti nell’esercizio delle loro funzioni pubbliche, ma non ha, per lungo tempo, prevalso. Ebbene, ora non possiamo più tergiversare di fronte all’imperativo categorico di uno sforzo consistente e costante di abbattimento del nostro debito pubblico, né restare incerti dinanzi a riforme strutturali da adottare per rendere possibile una nuova, più intensa crescita economica e sociale. Si tratta di prove di indubbia durezza, con cui dobbiamo cimentarci ; e abbiamo in questi mesi cominciato a farlo, ma molto resta ancora da fare, senza indugio. E nessuna forza politica italiana può continuare a governare, o può candidarsi a governare, senza mostrarsi consapevole delle decisioni, anche impopolari, da prendere ora nell’interesse nazionale e nell’interesse europeo. Ciascuno deve fare la sua parte, ma tutti insieme dobbiamo rispondere alle domande di attualità e alle questioni di prospettiva”.
    “Rispettiamo – ha aggiunto il Capo dello Stato – come sempre in modo particolare la dedizione della Germania alla causa europea, e ne ammiriamo i successi conseguiti come grande paese democratico sul piano economico-sociale e sul terreno della stabilità monetaria, comprendendo le ragioni storiche del suo attaccamento a questo essenziale pilastro. Esprimiamo amichevolmente la preoccupazione per quella che appare una riluttanza ad accettare ulteriori, ormai inevitabili, trasferimenti di sovranità – e dunque anche di decisioni a maggioranza – al livello europeo. In fondo, dal Cancelliere tedesco e dal Presidente francese sono state negli ultimi tempi avanzate proposte – poi in parte tradotte nel Patto Euro Plus – tali da scavalcare la rigida parete divisoria che si volle sancire nel vigente Trattato a protezione delle competenze degli Stati nazionali, contro una progressiva estensione di quelle dell’Unione”.
    Per il Presidente Napolitano, “comune alle leaderships di tutti i nostri paesi dovrebbe diventare la consapevolezza che è indispensabile procedere oltre i limiti rimasti ancora in piedi non solo nel Trattato costituzionale poi abortito ma anche e ancor più nel successivo Trattato di Lisbona. L’esigenza di ’più Europa’, univocamente posta negli appelli, anche ricchi di indicazioni concrete, che si susseguono a firma di sperimentate e autorevoli personalità europee, è con sempre maggiore evidenza divenuta tassativa in un mondo, per di più scosso da una crisi come quella attuale, nel quale nessun singolo paese europeo, nemmeno il più grande ed efficiente, può ’salvarsi da solo’ e svolgere con le sue sole forze un ruolo significativo. Quel ’più Europa’, prospettato in antitesi a una tendenza innegabile a ripiegamenti nazionali se non nazionalistici, sollecita l’esercizio di maggiori poteri decisionali da parte delle istituzioni dell’Unione in un clima di reciproco rispetto e di rinnovata collegialità, al di là dell’apporto propositivo di singoli governi nella fase di formazione degli orientamenti e delle decisioni”.
    Riguardo alla moneta unica, il Capo dello Stato ha aggiunto: “Non lasceremo che l’Euro ceda agli attacchi della speculazione e ad ondate di panico nei mercati finanziari: nessuno si faccia illusioni in proposito. E nessuno pensi di veder vacillare l’intera costruzione europea: da 10 anni essa si è dotata, con l’Euro, di un nuovo essenziale pilastro e punto di forza, ma si è in 60 anni definita e consolidata come qualcosa di assai vasto, ben al di là della sua dimensione strettamente economica e infine monetaria. Si è via via unito – nelle sue diversità – un continente ricco di tradizioni e di risorse, dando luogo a un processo d’integrazione che è divenuto un punto di riferimento per tutto il mondo. Si è forgiata una comunità di valori, e con essa una comunità di diritto complessa e articolata nel segno della libertà e della democrazia”.
    Non è da sottovalutare “tutto quel che di insoddisfacente presenta il bilancio della costruzione europea. Ma quel che voglio dire è che essa ha ormai delle fondamenta talmente profonde, che si è creata un’interconnessione e compenetrazione così radicata tra le nostre società, tra le nostre istituzioni, tra le forze sociali, i cittadini e i giovani dei nostri paesi, che nulla può farci tornare indietro, che non è pensabile uno sfaldarsi di questa costruzione. Chiunque pensi o immagini il contrario deponga le sue velleità”.
    Il Capo dello Stato si è quindi rivolto ai giovani: “Puntate sull’Europa, e in particolar modo su quell’impegno di socialità che è sempre stato proprio e distintivo della visione europea dello sviluppo dell’economia. E’ un impegno da rilanciare oggi più che mai. Ricordo che nelle discussioni che prepararono il Trattato di Maastricht e la scelta della moneta unica, si propose – purtroppo senza successo – che si assumesse come uno dei criteri di convergenza tra le economie europee in vista dell’adesione all’Euro, anche quello di un tasso contenuto di disoccupazione e soprattutto di disoccupazione giovanile. E’ un esempio dell’ispirazione sociale da recuperare fortemente, attualizzandola”.
    Il Presidente Napolitano ha così concluso il suo intervento: “L’impegno di quanti credono nel progetto europeo come scelta irrinunciabile guardando al futuro, deve farsi esigente. Ebbene, in quegli anni, con il Trattato di Maastricht e con l’Euro, un salto di qualità venne compiuto. E’ tempo ora di compierne un altro, ancor più deciso”.

     

    Fonte: Ufficio Stampa Quirinale